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La depenalizzazione uccide la democrazia e la libertà, cacciando la giustizia

Cav. Franco Antonio Pinardi

Segretario Generale: Confederazione Unitaria Giudici Italiani Tributari C.U.G.I.T. - Segretario Generale: Confederazione Giudici di Pace C.G.d.P. - Presidente del Tribunale Arbitrale per l’Impresa il Lavoro e lo Sport

    

Il progetto di depenalizzazione di alcuni reati, interessa anche noi amministratori di condominio, in particolare a causa della  presenza, fra i “mestieranti” nostri concorrenti, di amministratori, sedicenti professionisti, i quali sono soliti perpetrare alcuni dei reati, fra quelli di seguito elencati

 

La persistente follia dei nostri politici, i quali, invece di rendere più aspre le pene per chi delinque onde scoraggiare coloro che volessero replicare tali misfatti, stanno pensando di depenalizzare un’altra serie di reati che verranno estinti con condotta riparatoria.

Abbiamo già assistito al primo atto di questo scempio con i primi reati depenalizzati lo scorso febbraio 2016. Per fare un calzante esempio cito quello “degli atti osceni in luogo pubblico”, risultato! Ora quotidianamente, e senza che le forze dell’ordine possano più fare nulla, assistiamo a gente che si denuda, urina, defeca e si masturba in ogni luogo pubblico, ma, soprattutto, alla presenza di donne e bambini. Ma certo, questo è un reato considerato dai nostri politici bagatellaro, un reato che però offende la morale di chi ancora crede nel rispetto altrui, e pone gravi interrogativi sulla liceità dei comportamenti che pare, non volendo essere troppo malizioso, incontrino il solo favore di chi è favorevole alla “immigraoccupazione” e ai suoi cospicui proventi, posto che però, di contro, i nostri “scienziati” romani ammiccano pericolosamente all’introduzione di comportamenti che non si rifanno alla nostra storia, cultura e tradizione, vedasi il burka o la richiesta di togliere i crocefissi dalle scuole.

Ma veniamo a noi.

 

La recente riforma del processo penale, ha introdotto nel codice penale, un nuovo articolo, il 162-ter denominato: “estinzione del reato per condotte riparatorie”.

In buona sostanza, con questo nuovo articolo, si prevede che all’imputato, il quale ripari interamente il danno provocato con il reato commesso, eliminando ove possibile anche le conseguenze dannose o pericolose provocate mediante risarcimento e restituzione, venga concessa, da parte del giudice, l’estinzione del reato stesso. (Io, personalmente ritengo estremamente discriminante tal articolo del codice penale perché privilegerà chi ha facoltà economiche tali da sanare il reato discriminando altresì chi non possiede tali facoltàinoltre il significato di deterrenza attribuito alla pena viene a mancare totalmente).  Si consideri altresì che tale articolo è applicabile ai soli reati perseguibili a querela soggetta a remissione, nel termine massimo della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado. (guarda caso quelli che i cittadini denunciano per avere ragione di un torto o danno subiti).

Ma ecco la lista dei reati che dovrebbero essere estinti tramite la riparazione, sempre che questo nostro popolo non si desti da questo millenario torpore e, anche a pedate nel fondo schiena, spazzi via questa razza di imbelli e impreparati politicanti.

E’ il caso di leggere e capire bene l’elenco che segue perché è così che cambierà la nostra vita in peggio.

  • mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice (art. 388 c.p.)
  • violazione colposa dei doveri inerenti alla custodia di cose sottoposte a pignoramento ovvero a sequestro giudiziario o conservativo (art. 388-bis c.p.)
  • esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose (art. 392 c.p.)

 

Illecito Amministrativo
(Disciplina generale)
Per illecito amministrativo, secondo l’ordinamento giuridico italiano si intende “la violazione di una norma giuridica cui viene comminata una sanzione amministrativa pecuniaria».
Pur esistendo, anche se in maniera frammentaria, in leggi anteriori, la nascita ufficiale e compiuta dell’illecito amministrativo in Italia si può collocare con l’entrata in vigore della legge 24 novembre 1981, n. 689. La legge introduce un sistema compiuto di illecito e sanzione amministrativa, prevedendo principi generali, eccezioni, applicabilità e competenze. La norma introdusse un sistema para-penale, in quanto modellò sul sistema penalistico la sanzione amministrativa derivante dall’illecito amministrativo. Il legislatore, infatti, utilizzò la norma per effettuare la prima grande opera di depenalizzazione, ovvero la trasformazione di reati in illeciti amministrativi, e affidò la constatazione dell’illecito amministrativo e l’irrogazione della relativa sanzione agli uffici della pubblica amministrazione italiana.
La constatazione degli illeciti amministrativi è affidata agli organi amministrativi che svolgono attività di polizia amministrativa, in genere regolata dalla stessa legge n. 689/1981, ma in diversi casi dagli ordinamenti di settore, i cui poteri possono variare. Si pensi ai funzionari tributari dell’Agenzia delle entrate la cui normativa segue regole proprie, o ancora alle sanzioni in materia giuslavoristica comminate dagli Ispettori del lavoro, agli agenti di polizia municipale, o ancora gli operatori che seguono il Codice della strada quali la polizia stradale, ecc. Leggi successive, quale il d.lgs. 19 dicembre 1994, n. 758 in materia di lavoro e il d lgs.30 dicembre 1999, n. 507 in materia di reati minori hanno poi esteso l’opera della depenalizzazione.

 

  • esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone (art. 393 c.p.)
  • soppressione, distruzione e occultamento di atti veri se il fatto concerne una cambiale o un titolo di credito trasmissibile per girata o al portatore (art. 490 c.p.)
  • falsità in cambiale o titoli di credito, ma non in testamento olografo (art. 491 c.p.)
  • turbata libertà dell’industria o del commercio (art. 513 c.p.)
  • violazione degli obblighi di assistenza familiare, salvo limitate eccezioni (art. 570 c.p.)
  • sottrazione consensuale di minorenni (art. 573 c.p.)
  • sottrazione di persone incapaci (art. 574 c.p.)
  • percosse (art. 581 c.p.)
  • lesioni personali lievissime (art. 582 c.p.)
  • lesioni personali colpose, tranne determinate eccezioni (art. 590 c.p.)
  • diffamazione (art. 595 c.p.)
  • minaccia (art. 612 c.p.)
  • stalking non realizzato con minacce gravi (art. 612-bis c.p.)
  • violazione di domicilio (art. 614 c.p.)
  • interferenze illecite nella vita privata, purché non commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o servizio, o da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato (art. 615-bis c.p.)
  • accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico non aggravato (art. 615-ter c.p.)
  • violazione sottrazione e soppressione di corrispondenza (art. 616 c.p.)
  • cognizione interruzione o impedimento illeciti di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche, purché non commesso in danno di un pubblico ufficiale o di un incaricato di un pubblico servizio nell’esercizio o a causa delle funzioni o del servizio, ovvero da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o servizio, o da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato.(art. 617 c.p.)
  • intercettazione impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche, purché non commesso in danno di un sistema informatico o telematico utilizzato dallo Stato o da altro ente pubblico o da impresa esercente servizi pubblici o di pubblica necessità; da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio, ovvero con abuso della qualità di operatore del sistema o da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato. (art. 617-quater c.p.)
  • rivelazione del contenuto di corrispondenza (art. 618 c.p.)
  • rivelazione del contenuto di documenti segreti (art. 621 c.p.)
  • rivelazione di segreto professionale (art. 622 c.p.)
  • rivelazione di segreti scientifici o industriali (art. 623 c.p.)

 

Caratteristiche
dell’illecito Amministrativo
L’illecito amministrativo è modellato sulla struttura del reato. Infatti, a conferma di ciò la legge n. 689/1981 nella Sezione I del Capo I, dedicato ai principi generali delle sanzioni amministrative, ricalca gli istituti penalistici del principio di legalità (art. 1), della capacità di intendere e di volere (art. 2), dell’elemento soggettivo dell’illecito (art. 3), le cause di esclusione della punibilità (art. 4), il concorso di persone nell’illecito (art. 5), pur prevedendo macroscopiche differenze come il principio di solidarietà nell’illecito amministrativo che si estende all’ente impersonale (art. 6, persona giuridica, associazione priva di personalità, ecc.).
A differenza del sistema penalistico, per le sanzioni amministrative non opera il principio del favor rei, ovvero, nella successione delle leggi penali prevale quella più favorevole quanto piuttosto il principio tempus regit actum, ovvero la sanzione è individuata sulla base della legge vigente al momento della commissione dell’illecito, anche se più sfavorevole per il trasgressore. Tale principio non vale per le sanzioni amministrative tributarie che seguono una normativa peculiare, prevedendo il principio del favor rei.

 

  • furto semplice (art. 624 c.p.)
  • furto commesso dal colpevole al solo scopo di fare uso momentaneo della cosa sottratta, quando questa, dopo l’uso momentaneo, è stata immediatamente restituita (art. 626 c.p.)
  • furto commesso su cose di tenue valore, per provvedere a un grave ed urgente bisogno (art. 626 c.p.)
  • furto commesso spigolando, rastrellando o raspollando nei fondi altrui, non ancora spogliati interamente del raccolto (art. 626 c.p.)
  • usurpazione – rimozione o alterazione dei termini di un immobile (art. 631 c.p.)
  • deviazione di acque e modificazione dello stato dei luoghi (art. 632 c.p.)
  • invasione di terreni o edifici (art. 633 c.p.)
  • danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici (art. 635-bis c.p.)
  • introduzione o abbandono di animali nel fondo altrui e pascolo abusivo (art. 636 c.p.)
  • ingresso abusivo nel fondo altrui (art. 637 c.p.)
  • uccisione o danneggiamento di animali altrui (art. 638 c.p.)
  • deturpazione e imbrattamento di cose altrui, salvo che il fatto sia commesso su beni immobili o su mezzi di trasporto pubblici o privati o su cose di interesse storico o artistico (art. 639 c.p.)
  • truffa non aggravata (art. 640 c.p.)

 

La Sanzione Amministrativa
La sanzione amministrativa è di tipo pecuniario e può essere fissa o tra una forcella da un minimo e un massimo. Nel primo caso la sanzione è inflitta nell’importo pari a un quarto, nel secondo caso nell’importo più favorevole tra un terzo del massimo e il doppio del minimo (art. 16).
La legge prevede altresì delle sanzioni accessorie, regolate dall’art. 20, quali la confisca amministrativa.
Il non pagamento di questo importo, considerato di tipo ridotto, comporta l’emissione di una Ordinanza ingiunzione che a seguito di un procedimento effettuato dall’ufficio legale dell’ente che ha emesso la prima sanzione determina l’importo – in genere più alto – su criteri come le precedenti violazioni, la collaborazione con l’autorità, le condizioni economiche, ecc. (art. 18 legge n. 689/1981).
  • frode informatica non aggravata (art. 640-ter c.p.)
  • insolvenza fraudolenta (art. 641 c.p.)
  • fraudolento danneggiamento di beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona (art. 642 c.p.)
  • appropriazione indebita, salvo che il fatto sia commesso su cose possedute a titolo di deposito necessario o che ricorra taluna delle circostanze indicate nel numero 11 dell’articolo 61 c.p. (art. 646 c.p.)
  • delitti contro il patrimonio di alcuni determinati congiunti, commessi senza violenza alle persone (art. 649 c.p.)

 

Altro articolo che aggiungerei volentieri: “azzeramento degli stipendi dei magistrati” che a questo punto non servono più a niente.

Cari italiani, popolo di vacanzieri e tifosi, dite addio alla democrazia e alla libertà.



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